Banca Don Rizzo per il sociale

La rete BCCADOZIONE A DISTANZA
La Banca Don Rizzo è la prima delle BCC italiane che aderisce al nuovo progetto di “adozione a distanza” lanciato dalla Fondazione Tertio Millennio e portato avanti anche con l’ausilio del FEPP (Fondo Ecuatoriano Populorum Progressio).
Nello specifico, la Banca, ha adottato 47 bambini ecuadoriani, (18 maschi e 29 femmine) e ha assunto l’impegno di guidare gli stessi nella loro formazione, ritenendo che l’istruzione e la conoscenza rappresentino degli elementi imprescindibili per la loro libertà.
Il Consiglio di Amministrazione della Banca Don Rizzo, aveva già stanziato dei fondi per le adozioni a distanza e, con l’ausilio del FEPP, sono stati recentemente individuati i bambini della comunità della Colaguila, provincia di Cotopaxi, quali destinatari di tali fondi.
Il progetto nello specifico prevede di migliorare gli arredi scolastici e le attrezzature informatiche per i bambini della Scuola “Victor Manuel Peñaherrera” della comunità della Colaguila e di sviluppare competenze e creare nuove conoscenze educative. Si tratta di una scuola che si trova nella zona rurale del cantone tradizionalmente dimenticato e abbandonato dalle autorità, con mobili e un computer in cattive condizioni.
Incaricato dell'esecuzione del progetto è il Fondo Ecuadoriano Populorum Progressio (FEPP) che lavora con campesinos indigeni in aree urbane povere. In totale, secondo la relazione annuale 2010, il FEPP supporta direttamente 150.000 famiglie, per un totale di circa 900.000 persone in 23 province delle 24 che ha attualmente l’Ecuador.
Colaguila è, invece, una comunità composta da 60 famiglie, situata a nord-ovest della provincia di Cotopaxi a circa 3100 metri, ad una distanza di 110 chilometri dalla città di Latacunga. E’ circondata da alte montagne e verdi colture. Ha un clima temperato tipico degli altipiani ecuadoriani, la pioggia abbondante in inverno, siccità in estate e forti venti durante i mesi di giugno e agosto.
Il popolo di meticci e di indigeni della zona è impegnato nella produzione agricola. La base del loro sostentamento e fonte di reddito sono l'agricoltura e le attività di allevamento su piccola scala. La produzione agricola nel settore deriva dalla cura e dalla gestione di bovini, ovini, maiali, porcellini d'India e dalla produzione di colture come mais bianco, dai capelli scuri, fagioli, piselli, patate, sambo, fagioli, grano, ecc., che sono utilizzati per il cibo e per la vendita, indispensabili per la sopravvivenza delle famiglie.
Anche la produzione di carne è una delle forme di sostentamento più più sicure, data la caratteristica rusticità di bestiame, oltre all'esperienza di cura e allevamento del bestiame da parte della comunità.
Nelle prossime settimane, saranno comunque pubblicati i nomi e le foto dei bambini adottati, in modo che, dopo questo primo grande gesto di solidarietà della Banca Don Rizzo, anche altre famiglie del territorio possano interessarsi a una relazione più duratura con i bambini.

 

Missione in Ecuador

La rete BCC

Nel 1998 nasce in Ecuador Codesarollo, la Cooperativa di Risparmio e Credito Sviluppo dei Popoli, con l’obiettivo di fornire servizi finanziari a prezzo giusto a coloro che non ne hanno accesso, il tutto in una logica inclusiva e di pieno rispetto della persona umana. Prende forma in tal modo, quell’idea fondamentale, sottesa alla metodologia del microcredito, di volere rendere l’accesso al credito un diritto umano.

Codesarollo mette a disposizione risorse per sostenere il consolidamento di strutture finanziarie locali (casse rurali ed artigiane e casse di credito e risparmio) e consentire in tal modo che queste ultime operino e reinvestano localmente orientando la loro gestione verso lo sviluppo e l’impulso delle finanze popolari.

In tal modo Codesarollo è riuscita a sostenere indirettamente circa 100.000 famiglie che hanno trovato il riscatto e l’emancipazione prima economica e poi sociale da una condizione di povertà ed indigenza nella quale versavano. La  prima missione del Credito Cooperativo in Ecuador si è svolta nel 2001 con la partecipazione di una BCC della Lombardia, Cassa Padana, che per prima ha avviato un’azione di sostegno a tale difficile e complessa realtà, al fine di aiutare, in maniera attiva, quelle popolazioni a superare la propria condizione di indigenza. Si sono realizzati fin dal 2001 pool di finanziamenti da parte delle banche italiane a favore di Codesarollo, che a sua volta ha provveduto a finanziare le casse rurali e queste ultime le singole persone con finanziamenti che vanno da un minimo di 500 dollari ad un massimo di 30.000 dollari.

I primi sono già stati da anni regolarmente restituiti ed altri ne sono stati successivamente effettuati per arrivare ad oggi a finanziamenti complessivi per oltre 25 milioni di dollari.

A questa prima esperienza, altre ne sono seguite, con una partecipazione via via crescente di altre realtà del credito cooperativo, fino a quando nel 2006, l’azione ha cominciato ad essere sostenuta a livello di strutture centrali del credito cooperativo italiano. Sino ad ora, avevano svolto un ruolo da protagonista le federazioni di regioni e le BCC del centro nord, con il centro sud Italia ancora distante da tali esperienze.

Quest’anno per la prima volta, ha partecipato alla missione la Federazione Siciliana e la BCC Don Rizzo Credito Cooperativo della Sicilia Occidentale.

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La missione 2009

La rete BCCSi è realizzata dal 19 al 28 settembre, la settima missione del Credito Cooperativo in Ecuador che ha visto la partecipazione della Banca Don Rizzo, insieme alla presenza di importanti realtà del movimento Cooperativo come Banca Agrileasing. Per la prima volta vi è stato anche l’intervento della Federazione Siciliana, rappresentata dal vice presidente vicario Avv. Antonio Albano e dal Direttore Dott. Nicola Culicchia. La Banca, con il suo Direttore Dott. Carmelo Guido, è stata l’unica BCC presente per il centro sud Italia e si è impegnata con diverse azioni ad aiutare le consorelle Casse Rurali Ecuadoriane in un processo di crescita finalizzato a fare emergere dalla povertà con azioni di sviluppo le popolazioni povere di quella nazione.

Oggi in Ecuador, grazie anche al sostegno del credito cooperativo italiano, si è sviluppata una rete di circa 800 cassa rurali, alimentando un circuito finanziario che ha permesso lo sviluppo di attività agricole, artiginali e commerciali per decine di migliaia di famiglie di indios, neri e meticci. Altra azione è stata quella dei gemellaggi che si sono concretizzati in aiuti economici di importi molto contenuti, finalizzati alla realizzazione delle piccole strutture che hanno permesso di aprire nuove casse rurali disseminate in un grande territorio che va dalla Cordigliera delle Ande fino alla foresta Amazzonica.

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La dichiarazione del Direttore, Dott. Carmelo Guido

La rete BCCAfferma il Direttore Dott. Carmelo Guido: “è stato come vedere nella realtà quella che era la condizione delle nostre popolazioni contadine agli inizi del 900, con l’azione delle Casse Rurali Italiane di allora impegnate ad incentivare le popolazioni alla cultura del risparmio e concedere loro credito per emergere dalla loro condizione di bisogno.

L’azione del Credito Cooperativo Italiano in Ecuador è consistita prima di tutto in pool di finanziamenti alle Casse Rurali Ecuadoriane permettendo a queste ultime di incrementare l’azione di affidamento ai contadini, di sviluppare la loro agricoltura,  il loro artigianato ed il loro commercio facendoli uscire dalla condizione di povertà assoluta in cui versavano. A queste si sono aggiunte altre azioni di aiuto per costruire piccole case, scuole, ospedali, in quel contesto di mutualità che caratterizza il Credito Cooperativo”.

Dice ancora il Direttore Carmelo Guido: “c’è un modo differente di fare finanza rispetto a quello con cui normalmente ci confrontiamo, ed è la finanza che esiste per essere al servizio delle comunità. Ricordarci di questo anche nel nostro mondo, non può che aiutarci a svolgere sempre al meglio il nostro lavoro e a non dimenticare le ragioni per cui esistiamo. Credo che il Credito Cooperativo Siciliano e la Banca Don Rizzo si uniranno a queste azioni di sistema, perché uniti e solidali, si può lavorare per contrastare squilibri economici e sociali che in alcune parti del mondo sono divenute veramente insostenibili per garantire una pacifica coesistenza”.

 

Ulteriori approfondimenti

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